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In provincia di Nuoro, a 50 km da Olbia, a pochi passi agli splendidi arenili di La Caletta, Santa Lucia, Capo Comino e Berchida, sovrastato dal imponente ammasso di calcaree del Mont’Albo, oasi naturalistica di pregio, c’è un paese che ha il merito di aver salvato dalla sicura estinzione un agrume che nel linguaggio de luogo viene chiamato “Sa Pompia”. Si tratta della Citrus Mostruosa, nessuno conosce la sua origine come e quando venne importato a Siniscola o se si tratta di un ecotipo, e non poteva chiamarsi che così, perché il suo frutto, che può pesare fino a 700 gr, è davvero brutto, bitorzoluto e deforme.
A Siniscola “Sa Pompia” deve la sua sopravvivenza al fatto che da essa si ricava l’omonimo dolce, che è il più tradizionale della zona, la cui ricetta si è tramandata oralmente nel corso dei secoli. Si tratta di un candito, che si ottiene da una laboriosa lunga lavorazione, circa sei ore, operata dalle mani esperte delle donne del posto, alla cui base, oltre ai frutti, che si lavorano interi dopo averli privati delle polpa interna (amarissima) e della buccia gialla, c’è l’ottimo miele millefiori locale.
“Sa Pompia”, nelle sue varianti, intera (Pompia intrea) o confezionata a spicchi con mandorle (Aranzata), era, ed è ancora, il dolce della festa, il regalo più esclusivo e gradito per i testimoni di nozze ed i padrini dei propri figli, per le sue caratteristiche che lo rendono gradito a tutti palati. Il candito, può essere conservato, “affogato” nel miele anche per anni, ha un sapore dolce, ma allo stesso modo asprigno è leggermente amarognolo e ben si accompagna a formaggi stagionati e a pasta molle. Dalla buccia esterna gialla, che si elimina dal frutto per ricavarne il candito, si produce un ottimo liquore digestivo, chiamato anch’esso Pompia.

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